Laurel, il primo orologio da polso Seiko

Storia del Laurel

In un’epoca in cui gli orologi da tasca dominavano la scena, Kintaro Hattori, il fondatore di Seiko, capì che il vento stava cambiando e decise di puntare sugli orologi da polso.

Nel 1913 vede la luce il Laurel, considerato come il primo orologio da polso Seiko ed il primo giapponese, anche se il suo movimento era stato inizialmente progettato per piccoli orologi da tasca.

Il Laurel era infatti disponibile anche come orologio da tasca, e fu il primo di quelle dimensioni ad essere prodotto in Giappone.

Con gli strumenti dell’epoca, fabbricare e assemblare componenti molto più piccole rispetto alla norma non era semplice. La produzione del Laurel costituì una sfida importante per Seiko, che consentì alla compagnia nipponica di sviluppare nuove tecniche e macchinari più sofisticati.

Si dice che, almeno nella fase iniziale, fossero in grado di produrre solo poche decine di Laurel al giorno.

In quegli anni gli orologi da polso erano rari anche in Europa, ma furono utilizzati per praticità dai soldati durante la Prima Guerra Mondiale (1914-1918), e successivamente videro una crescita costante in popolarità.

Laurel, cassa SKS ad anse fisse, al polso.

Movimento

Si dice che il movimento del Laurel fosse basato sullo svizzero A. Schild 55, ma sembra che le sue componenti fossero prodotte, interamente o in larga parte, da Seiko in Giappone.

Opera a 18.000 alternanze/ora e ha un diametro di 26,2 mm (12 ligne). La maggior parte degli esemplari sembrano avere 7 rubini, mentre altri ne hanno 10, e pare che esista anche una versione con 11 rubini.

In questo video, dalla mia pagina Instagram @the_seiko_guy, si può osservare il movimento in azione. Più di 100 anni alle spalle, e continua a segnare il tempo senza perdere un colpo.

La differenza fra i movimenti per i Laurel da polso e quelli da tasca è immediatamente visibile, ed è dovuta alla diversa posizione della corona.

Dal confronto si nota come il design originale fosse pensato per avere la corona a ore 12, in quanto per spostarla a ore 3 è stato necessario “tagliare” una parte del ponte al centro del movimento, per consentire il riposizionamento di rocchetto e ruota a corona.

Corona a ore 12
Corona a ore 3

È inoltre possibile notare una serie di piccole differenze fra i movimenti, dovute al periodo di produzione o alla tipologia di cassa su cui era montato il movimento.

Nelle seguenti foto sono visibili alcune differenze fra due esemplari di Laurel da polso: la diversa posizione delle viti per fissare il movimento alla cassa, e la forma del cricco. Queste distinzioni sono presenti sia nelle versioni da polso, sia in quelle da tasca.

Movimento 1

Movimento 2

Di seguito sono raffigurate quattro varianti del movimento a 7 rubini.

Movimento con corona a ore 3
Un altro movimento con corona a ore 3
Movimento con corona a ore 12
Un altro movimento con corona a ore 12

La seguente immagine raffigura un esemplare che ho trovato nel corso della mia ricerca, con un maggior numero di rubini, all’apparenza 11.

Movimento a 11(?) rubini

Cassa

Il Laurel fu commercializzato con diverse tipologie di cassa, ma è importante sottolineare che, fra i pochi esemplari che si possono osservare oggi, una percentuale consistente utilizza casse di terze parti, che sono state sostituite alle originali danneggiate dal tempo e dall’usura. Gli esemplari di Laurel ancora in circolazione con cassa originale sono piuttosto rari.

Le fonti più accreditate, fra cui il Seiko Museum, suggeriscono che la prima versione del Laurel da polso avesse la particolare cassa in argento con anse mobili, denominata “Senbai”, in caratteri giapponesi “専売”.

Foto: Seiko Museum di Tokyo

Questa cassa è composta da 3 parti principali, ed è molto simile agli orologi da tasca di quell’epoca. Alcuni esemplari presentano delle incisioni decorative, di solito con fiori o paesaggi naturali.

All’interno troviamo il logo “SKS” a ventaglio, accompagnato da 0,900 (argento) e dal seriale dell’orologio.

Della cassa con anse mobili esiste anche una versione in oro 18 carati, che posso mostrarvi grazie alla gentilezza del collezionista Tito Ogami (Instagram: @tito_ogami).
All’interno della cassa vediamo nuovamente il logo SKS, seguito da 18k che indica la caratura dell’oro, e poi il numero di serie.

Foto: Tito Ogami
Foto: Tito Ogami

Troviamo poi un altro tipo di cassa, di nuovo in argento, ma questa volta con anse fisse.
Anche in questo caso abbiamo all’interno del fondello un numero di serie, il logo SKS a ventaglio, e 0,900 ad indicare che si tratta di argento.

In questo particolare esemplare, che ho avuto l’opportunità di acquistare ad un’asta giapponese, oltre ai simboli che ci si aspetta di trovare incisi all’interno della cassa, ho avuto la sorpresa di un inaspettato carattere giapponese.

Questo kanji “賞” (Shō) simboleggia un premio, o un dono ricevuto in occasione di qualche evento o ricorrenza.

Un dono per cosa? Non si sa. Per chi? Non ne ho idea.
Probabilmente è un mistero che non troverà mai una risposta certa, ma per me aggiunge ancora più valore ad un orologio che ha già una storia immensa da raccontare.

Laurel, cassa ad anse fisse, esemplare con kanji 賞 – Shō

Esiste un’altra versione della cassa con anse fisse, quasi identica a quella in argento, ma in nickel, un materiale che diventerà largamente utilizzato da Seiko per gli orologi da polso prodotti negli anni ’20 e ’30.

Ad oggi non sono a conoscenza di alcun esemplare documentato con cassa ad anse fisse in oro, tuttavia mi sento di ipotizzarne l’esistenza, vista la presenza di versioni in oro sia della cassa ad anse mobili da polso, sia di quella degli orologi da tasca.

E tornando a parlare dei Laurel da tasca, troviamo anche qui diversi tipi di cassa.

Da quel che ho potuto verificare nella mia ricerca, pare che i primi avessero una cassa simile a quella dei più antichi orologi da tasca prodotti da Seiko a partire dalla fine del 1800.

Fra gli esemplari di questo tipo che sono riuscito a rintracciare, ce ne sono alcuni in argento e altri in oro.

Laurel da tasca, cassa tipo 1 argento (fronte)
Foto adattata Yahoo Auctions
Laurel da tasca, cassa tipo 1 oro (fronte)
Foto adattata Yahoo Auctions
Laurel da tasca, cassa tipo 1 argento (retro)
Foto adattata Yahoo Auctions
Laurel da tasca, cassa tipo 1 oro (retro)
Foto adattata Yahoo Auctions

In aggiunta, c’è anche la versione con coperchio frontale, almeno della variante in oro. Non sono riuscito a rintracciare un modello analogo in argento, ma è del tutto possibile che esista.

Laurel da tasca, cassa tipo 1 con coperchio frontale
Foto adattata Yahoo Auctions
Laurel da tasca, cassa tipo 1 con coperchio frontale
Foto adattata Yahoo Auctions

Troviamo poi un altro tipo di cassa, con uno stile più “moderno”, che posso documentare con due esemplari in mio possesso, in argento e in oro 18 carati.

Laurel da tasca, cassa tipo 2 argento (fronte)
Laurel da tasca, cassa tipo 2 oro (fronte)
Laurel da tasca, cassa tipo 2 argento (retro)
Laurel da tasca, cassa tipo 2 oro (retro)
Laurel da tasca, cassa tipo 2 argento (interno)
Laurel da tasca, cassa tipo 2 oro (interno)

Per concludere, ecco la versione con coperchio frontale del secondo tipo di cassa. L’esemplare raffigurato è in oro 18 carati, come anche gli altri due di questo tipo che sono riuscito a rintracciare.

Laurel da tasca, cassa tipo 2 con coperchio frontale
Foto adattata Yahoo Auctions

Quadrante

Il Laurel sfoggia un elegante quadrante smaltato, come gran parte degli orologi di quell’epoca. Lo smalto, simile alla ceramica, è praticamente immune agli effetti dell’umidità, e per questo motivo si possono ancora oggi ammirare alcuni dei quadranti nella loro originale bellezza.

L’unico problema è che, col passare di molti anni, lo smalto può sviluppare piccole crepe, che sono piuttosto comuni sui Laurel esistenti oggi.

Esistono varie versioni, abbastanza simili fra loro, ma con alcune differenze nello stile degli indici e del font.

Varie tipologie di quadrante a confronto.

La prima versione del quadrante, in base a quanto suggeriscono le fonti più accreditate, è quella in alto a sinistra nella foto sopra.

Il Laurel raffigurato nella foto che segue invece è un esemplare del Museo Seiko di Tokyo. Si può notare come il font della scritta Laurel sia diverso da quello utilizzato nelle altre versioni.

Si nota inoltre che le ore 12 sono di colore rosso, un tocco di stile che andava di moda agli inizi del ‘900, e che troviamo solo su alcuni Laurel.

Laurel Seiko Museum
Foto: Seiko Museum di Tokyo.

Numeri di serie

Nella maggior parte dei Seiko che ci sono familiari, la data di produzione può essere facilmente dedotta dalle prime due cifre del seriale. Ai tempi del Laurel però, più di un secolo fa, questo sistema non era ancora stato adottato, e sembra che le prime due cifre non rivelino assolutamente nulla.

L’ipotesi di alcuni esperti è che i numeri di serie siano progressivi, quindi più è basso il numero e più antico è l’orologio, ma devo dire che mi restano alcuni dubbi.

Su questo aspetto non c’è nulla di certo, in quanto neppure la stessa Seiko sembra conoscere la risposta. Gran parte della documentazione sui prodotti di quell’epoca è andata apparentemente persa o distrutta.

Nel corso dell’ultimo anno ho avuto l’opportunità di osservare numerosi Laurel, molti dal vivo, e molti altri in foto. Di quelli su cui ero convinto dell’originalità della cassa ho preso nota dei numeri di serie, che elencherò nella seguente tabella, suddivisi in base al tipo di cassa.

L’unica cosa evidente è che i Laurel in oro sembrano avere sempre un seriale a 6 cifre, mentre tutti gli altri hanno un seriale a 5 cifre.

Laurel da polso

Tipo di cassaNumeri di serie
Sanbei argento40285
86306
Sanbei oro319260
Anse fisse argento45481
82310
Anse fisse nickel80623

Laurel da tasca

Tipolo di cassaNumeri di serie
Tipo 1 argento35113
Tipo 1 oro?
Tipo 1 oro (coperchio frontale)?
Tipo 2 argento23949
97858
Tipo 2 oro357429
414229
589839
604063
738421
916862
Tipo 2 oro (coperchio frontale)?